Scacco matto ai temi wordpress in 1456 mosse, istruzioni per l’uso

web developer umbria

Alla fine del post https://umbriawayinfo.wordpress.com/2019/04/14/dare-scacco-matto-ai-temi-wordpress-in-425-mosse-istruzioni-per-luso/ ci eravamo lasciati con la mossa numero quindici, qui riprendiamo la stessa mossa per analizzare il loop, ciclo while che è tutta l’essenza di WP grazie alla sua capacità di far ciclare i dati:

/*

“>

Articolo creato da |

<?php endif; ?>

<p><?php the_excerpt(); ?></p>

<a class=”btn” href=”<?php the_permalink(); ?>”>Leggi tutto…</a>

</article>

<?php endwhile; ?>

<?php else : ?>

<?php echo wpautop(‘ops…non ho trovato articoli!’); ?>

<?php endif; ?>
*/

li abbiamo i post? Usiamo questa funzione: have_posts();
se li abbiamo visualizzami gli articoli uno per uno con la funzione the_post();
se non abbiamo post avvisami che c’è qualcosa di stonato con la funzione wpautop(); Un post ha tutta una serie di informazioni a corredo: chi è l’autore? Quando è stato creato? Di che titolo stiamo parlando? Che icona abbiamo usato per mostrare l’anteprima? Che cosa tagghiamo per i filtraggi sulla ricerca? Quale è il contenuto di un post? Il meccanismo che dobbiamo creare è quello di una pagina che mostra tutte le news dove ciascuna news ha un tiolo cliccabile che riporta sulla singola pagina. Da notare che l’uso di funzioni come the_title() o the_author() sono molto intuitive sull’ uso che se ne fanno, come per esempio la funzione che mostra i contenuti molto intuitiva: the_content() che amdremo a sostituire nella nella versione definitiva con la funzione the_excerpt() che estrapola solo un estratto e non tutto l’articolo che ha una lunghezza variabile. La funzione the_permalink() serve a creare il link. La funzione the_time(‘d F Y’); serve per settare la data di creazione dell’ articolo.

A questo punto siamo pronti per la mossa numero sedici, si includono delle parti nella index in modo da semplificare la gestione. Si dice SPLITTARE!

Quindi la mossa numero sedici sta nel creare il file header.php dove scriverò la parte rispettiva che taglierò dalla index:

/*

<!DOCTYPE html>

<html>

<head>

<meta charset=”<?php bloginfo(‘charset’); ?>”>

<title>
<?php bloginfo(‘name’); ?></title>

<?php wp_head(); ?>

</head>

<body>

<header>

</header>

<nav class=”menu”>

‘primary’
);
?>

</nav>

*/

ovviamente nella index.php in corrispondenza del codice tagliato sopra finito nell’ header dovrò fare una inclusione di pagina con

/*
<?php get_header(); ?>
*/

come prima riga del codice

Mossa numero 17, fare lo stesso processo con il file footer.php da creare tagliando la parte corrispondente dalla index:

/*

<footer>

© –

</footer>

<?php wp_footer(); ?>

*/

web developer UmbriaCi state prendendo gusto con gli smembramenti eh?! Ma la risposta alla domanda mossa numero 18 che è come includo lo stile, quale é? Parliamo dello style.css che va collegato, allora non ci resta che creare il nostro file function, dove andremo ad aggiungere il css dove diventa molto importante l’istruzione add_action:

 

/*
function smart_files(){

wp_enqueue_style(‘google_font’ , ‘//fonts.googleapis.co/css?family=Montserrat:400,700’);

wp_enqueue_style(‘smart_style’ , get_stylesheet_uri(), NULL , microtime());

}

add_action(‘wp_enqueue_scripts’ , ‘smart_files’);

*/

ovviamente il foglio stile dovrà contenere qualcosa al suo interno:

/*
body{

background-color: #ddd;

font-family: Montserrat, sans-serif;

}

h3{
color: #3f51b5;
}

.img-post img{

width: 100%;
height: auto;

}

.menu{

background-color: #203563;

color: #fff;
padding: 5px;

}

.menu li{

list-style: none;

float: left;

padding-right: 20px;

}

.menu a{

color: #fff;

text-decoration: none;

}

.container{

width: 85%;

margin: 0 auto;

overflow: auto;

}

.content{

float: left;

width: 60%;

}

.widget{

float: right;

width: 40%;

}

.clear{

clear: both;

}

.main-sidebar{

border: 1px #203563 solid;

padding: 10px;

margin: 15px 0;

}

.main-sidebar li{

list-style: none;

line-height: 30px;

}

.main-sidebar a{

text-decoration: none;

}

footer{

background-color: #203563;

text-align: center;

color: #fff;

margin-top: 20px;

}
*/

 

Alimorphaccitua ma Morphy nel 1856 a Parigi nel famoso match contro Anderssen ci aveva un computer sotto l’ascella, aveva visto ricciardino con la macchina del tempo?

Prima di rispondere alla domanda criptica con umbriaway consulting  dobbiamo iniziare a sporcarci le mani con wordpress. Ad esempio lo sapevi che la prima cosa da fare una volta configurato é quella di andare a settare i permanlinlink sull’opzione post in modo da catturare la parte semantica per la seo che deve estrinsecarsi con espressioni leggibili sulle url? Ma che ne voi sapere te eh direbbero a RM! Dietro wordpress esiste una comunità attiva che aggiorna e potenzia il codice free scritto in codice php. WordPress per far crescere il tuo business é l’ideale, verebbe da dire ma dove vai se un cms non ce lo hai, acronimo di content management system. Hai anche una ampia libertà di personalizzazione per pubblicare i tuoi contenuti testuali. E’ gratuito, sicuro, facile da spiegare e chi più ne ha più ne metta. Bacheca, categorie, tag, articoli, media, pagine, commenti, widget, plug in, temi grafici per personalizzare, seo plug in insomma dentyroi al contenitore c’è tutto un mondo da investigare. Un hosting a basso costo può fare al caso, scegliendo un dominio strategico puoi iniziare la tua strategia di pubblicazione e diffusione del brando oltre che una azione bellicosa per seminare le tue parole chiave. Hosting linux é più indicato per le carattestiche del database gemellato che é mysql. Dopo aver registrato il sito e ricevuto tutti i dati da Aruba per esempio o altro provider puoi iniziare a scaricare Filezilla e l’ultima versione del sito wordpress. Andando su file gestione sito inserirai il nome dell’host e la username e la password per iniziare a organizzare il tuo spazio web, filezilla divide lo schermo in due parti nella parte di sinistra trovi il tuo disco in locale e a destra il server acquistato. A questo punto trascini i file di wordpress sulla parte destra o tasto destro e upload sopra la cartella nella parte sinistra. Al primo collegamento ti verrà chiesta la configurazione iniziale relative al database precedentemente acquistato e una volta inseriti tutti i parametri chiesti dal nome utente pwd e nome db oltre che nome dell’ host espresso in indirizzo IP, particolare attenzione puoi dimostrare quando incontrearai il campo prefisso della tabella che dovrai contrassegnare come nome caratteristico separato da un underscore come prefisso in modo da capire velocemente quali sono le tabelle gestite da wordpress quando dovrai gestire i dati del db. Esegui ed installa é il passo successivo, wordpress ti chiederà il nome del sito e anche una pwd da inserire per il pannello amministratore, a quel punto l’installazione parte e la prima schermata che comparirà sarà la bacheca di wordpress con il tema assegnato, l’indirizzo del pannello di controllo sulla barra degli indirizzi prevede di digitare dopo il nome del sito il noto /wp-login.php. La password si può recuperare per poterla reimpostare. Arrivati al centro di comando di WP che é la bacheca dove in alto troneggia la tua barra nera che contrassegna l’area admin. Nella bacheca vedi se hanno aggiunto commenti recenti, hai varie notizie sul mondo WP e i plug-in, hai tutte le aree attive da configurare tipo post e pagine e widget e temi. Questo CMS nasce all’ insegna della personalizzazione, per cui hai piena libertà di spostare anche le aree tra i vari widget proposti per dare alla pagina l’impatto che preferisci. Sicuramente legato al tema del post da scrivere é un approfondimento che devi operare sull’ idea di categoria strettamente correlata e legata anche al mondo seo e quindi al posizionamento delle chiavi nei motori di ricerca. Ogni articolo é associato a uno o più tipi di categoria. Aggiungi nuova categoria lo trovi anche nell’ area di scrittura del post, all’ inizio per default c’è la categoria non categorizzata! All’ interno delle categorie vengono numrati anche gli articoli, il pannello categoria ha una gestione intuitiva che consente di modificare in modo rapido le categorie. La categoria base non può essere cancellata al massimo solo rinominata cosa che di fatto conviene fare con il nome del blog. Posso anche creare categorie figli e nipoti sotto quella madre. Per fare comparire le categorie devo assegnarne alcune associandole agli articoli. Adesso cerchiamo di capire meglio cosa sono i tag e come gestirli. I tag sono parole chiave che si possono gestire all’ interno del blog. Un tag é una parola chiave o un termine associato a una informazione il che facilità la ricerca e la categorizzazione di informazioni. Sono delle etichette composte da uno o più parole, assegnando all’ articolo che parla di calcio un tag tipo calciomercato o attacco o allenamento o allenatore puoi creare una ragnatela di contenuti facilmente referenziati. Il campo di controllo e di gestione dei tag é molto semplice simile a quello delle categorie viste in precedenza con opzioni facilmente intuibili. E i post? Come faccio a pubblicare i contenuti? Intanto meglio scriverlo in locale e fare il copia e incolla. Il titolo in ottica seo é molto importante. In ogni caso la finestra di gestione da nuovo post mette a disposizione una serie di strumenti simili a word che ti aiuteranno a formattare il testo o modificare paragrafi o testo per il resto puoi selezionare e trasformare in italico o in bold oppure inserire link oppure anche intervenire direttamente sull’ html dalla finestra in alto a destra che “toggla” sulla parte back-end. Quando incolli il testo fai attenzione alla formattazione, usa l’iconcina incolla come testo puro che si trova sulla seconda riga degli strumenti. Per l’appunto puoi scegliere dove lavorare se in testo puro come modalità o sul codice sorgente che é meglio conoscere per poter avere un controllo di modellazione anche se non é strettamente indispensabile per chi inizia. I link di pubblicazione si possono modificare tramite l’apposito modifica inserito a fianco. Gli articoli si possono modificare, si possono vedere in anteprima o si possono pubblicare. C’è anche l’opzione di pubblicare un articolo sempre in prima pagina, puoi anche scrivere un articolo e consentire solo ad alcuni la loro visualizzazione proteggendolo con password oppure puoi anche scrivere articoli per gruppi privati. Se non viene assegnata una categoria all’ articolo verrà assegnata di default. I TAG é sempre meglio inserirli con la modalità di scrivere al massimo una o due parole separate da virgole. Andando su tutti gli articoli posso modificare lo stato degli articoli, ho anche la possibilità di usufruire di modifica rapida e di consentire o no ad esempio i commenti o i ping che sono notifiche che ti arrivano quando terzi prendono il link del tuo articolo e lo citano nel loro spazio web. E le pagine? Sono aree personalizzabili che puoi gestire come gli articoli. La differenza principale é che la pagina può essere sempre in evidenza sulla barra dei menù che in questo modo puoi facilmente personalizzare. La pagina é svincolata dal concetto di categoria quindi libera di ospitare qualsiasi contenuto free che deve essere sempre in evidenza come il famoso chi siamo per esempio. I temi grafici hanno delle limitazioni a volte sulla gestione dei widget e sulle funzionalità delle aree predisposte per ospitare le funzioni base. Per questa ragione la logica di grafici professionisti fa si che la cosa migliore é quella di acquistare un tema completo di tutte quelle funzionalità che servono per il nostro business anche se anche quelli free possono adempiere ai bisogni vitali in una prima fase. Con le pagine puoi assolvere a quei link classici come chi siamo, dove andiamo, contatti, chi eravamo, sponsor etc etc. C’è anche la funzionalità per definire la sequenza delle pagine con link, con i famosi box per l’ordinamento. Se wordpress viene installato in locale con XAMPP é consigliabile fare una serie di settaggi dal pannello di controllo sul file PHP.INI in modo da aumentare per esempio i mega degli upload o i tempi di reazione in velocità del server. Per finire parliamo un attimo della famosa partita Morphy – Anderssen giocata a Parigi nel 1858 una partita siciliana variante paulsen che si sviluppa secondo i canoni 1 e4 c5 2 Cf3 Cc6 3 d4 cd 4 Cd4 e6 5 Cb5 d6 6 Af4 e5 7 Ae3 f5!? 8 C1c3 f4?! 9 Cd5! fe3 10 Cbc7 Rf7 11 Df3!? giocata in perfetto stile Morphy la presa in a8 non assolveva ai suoi gusti estetici 11…Cf6 12 Ac4 Cd4! 13 Cf6+ d5 e per vedere come va a finire consigliamo l’intera partita integralmente commentata http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1019056