Livello 2 di python Basic Data Types: come migliorare tatticamente e vivere felici, una lezione dal GM Hector con novità preparata sull’ attacco Keres, 18 Rb1!

Come faccio a migliorare se non riesco a creare problemi di gioco all’ avversario? Se gli scacchi fossero facili o semplici saremmo tutti GM! Invece gli scacchi sono molto complessi e il compito di un buon giocatore é quello di spingere l’altro lottatore al di là della linea bianca, costringerlo a risolvere problemi concreti sulla scacchiera. Ma Pyton invece é semplice visto ché articolato su un modello a livelli che ricorda il modello OSI? Il primo livello é quello degli oggetti nomi e tipi mentre al secondo livello abbiamo lo strato BASIC DATA TYPES dove si affrontano le spinose questioni dei tipi nnumerici stringhe operatori ed espressioni per valutare delle situazioni. Abbiamo ancora qualcosa prima e per l’esattezza il NONE TYPE che é un oggetto che ha come istanza la dicitura NONE ossia un valore di ritorno da quelle funzioni definite dalla parola chiave def che in assenza di un valore di ritorno per l’appunto restitueranno un NUNN di rito. Un null come tipo di DATO ha una vita propria. Detto questo cerchiamo di capire un attimo se la nostra aspirazione é divenire veri attaccanti di trovare le mosse giuste in queste posizioni critiche con una sorta di test simulato

Dopo 5..d6 del nero quale é la mossa più incisiva a disposizione del bianco se intende creare delle situazioni tattiche?!
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Dopo 13..a6 come leggi la posizione e quale mossa faresti?
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Dopo 16…Dxf2! come prosegue il bianco in maniera incisva?
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E dopo 18..d5! come continua l’attacco il bianco?

Andiamo con ordine rispondendo alla prima domanda ci verrebbe da dire che l’attacco Keres come dimostra questa partita, la Hector – Mortensen Danimarca 1990 estrapolata dal libro di Aagard il manuale dell’ attacco, é molto pericoloso. Quindi 6 g4! Rispondendo alla seconda questione cerchiamo di valutare cosa vuole fare il nero, ci fa notare Aagard. Se giocasse arrocco lungo e Ae7 la sua posizione sarebbe solida i punti e5 e h5 del resto sembrano saldamente nelle sue mani invece é proprio qui che arrivano i colpi di ariete decisivi. Dopo 14 h5! il bianco minaccia la fastidiosa h6 che non si può permettere quindi l’unico modo per risolvere é accettare il sacrificio di pedone ma così il re nero rimane al centro della scacchiera e in posizione insicura. Questo crea una situazione di pezzi attivi da parte del bianco dal momenti che la torre a8 del nero é impossibilitata a entrare in gioco! E infine dopo 16..Dxf2! (il punto esclamativo deriva dall’ ereditarietà agonistica del GM Larsen che mangiava sempre tutto e poi andava a star bene restituendo materiale) il bianco apre varchi con la preparata 17 e5! con l’idea di dare la casa e4 al cavallo e dopo 17..Df5 abbiamo la novità del bianco che impedisce Dxg5 e Ah6 18 Rb1 NT 18..d5 19 Tde1! preparata appositamente da Hector per questa partita! Link https://chesstempo.com/gamedb/game/1709604

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Come smantellare le difese del re e vivere felici, ovvero ma perché le modalità di attacco MVC sono molto dispendiose come interazione tra le parti?

Framework PHP che lavorano in MVC? E’ pieno il mondo! Ad esempio Laravel, Codeigniter o Simphony o tutta una serie di strutture base minori che lavorano in maniera efficace come php easy mvc scaricabile all’ indirizzo https://github.com/elrod/php-easyMVC. Per la verità ognuno ha le sue codifiche e il suo modo di strutturare file e cartelle ma il principio rimane invariato che é quello che lega il controller alle viste attingendo ai modelli, il tutto per scomporre molecole di programmazione complesse in atomi elementari riutilizzabili in maniera veloce. Un altro esempio di framework di questo tipo é quello che si trova all’ indirizzo http://www.farwebdesign.com/aforismimvc considerato il capostipite dinosauro di una (si spera) fertile evoluzione almeno a livello di comprensione. Tornando a questo framework easy php mvc presentato all’ indirizzo http://nerdangolo.altervista.org/un-framework-mvc-semplicissimo-php-easymvc/ che dire? L’articolo illustra bene il potenziale inerente per cui si rimanda alla lettura specifica. Il modo migliore per capire é smanettarci sopra come avrebbe fatto Leonardo appassionato di anatomia che misteriosamente di notte si calava in orrendi obitori per vedere che cosa c’era dentro a quel tipo particolare di contenitori. Qui fortunatamente abbiamo solo directory e cartelle e ad esempio quello semplice citato prima come MVC base all’ indirizzo http://www.farwebdesign.com/aforismimvc da solo fa già cristonare non poco quando si passa dal procedurale e CMS più sicuri e complessi strutturati con le classi. Qui si ha un router che instrada le richieste secondo un controller e delle azioni che rimandano a modelli e viste, ovviamente le viste sono le pagine che andremo a vedere a video e possono essere provviste di supporto di layout generici immutabili. Insomma puoi prendere dieci programmatori senior PHP e farti fare un CMS a tema per l’assunzione alla NASA e tanto non ne troveresti due progettato uguali come interazioni, convenzioni sintattiche e strutture di file e cartelle! Certo é che un programmatore senza conoscenze di questi enunciati software architetturali (MVC) é come un essere che miagola nel buio, destinato a non fare il salto di qualità sul versante SENIOR! Ma passiamo alle cose sfiziose, sul tema partite di attacco rocambolesche nella pratica di scacchi agonistica. Vediamo questa gemma http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1003436 che cosa avrà pensato il nero giocando Da6?! Qualcosa del tipo adesso ho guadagnato materiale ah ah? Invece colpo di scena la partita finisce con un massacro preparato e neanche tanto nascosto. Obiettivo mettere il re a nudo e smantellare tutti i pedoni che ha davanti per lasciarlo in braghe di tela! Niente di più facile visto che sta per arrivare una girandola di sacrifici come Ch6!! e Tf7!! E quindi? A volte non conviene di andare a caccia di materiale ed essere troppo ottimisti. Da notare valutando le opzioni difensive del nero coma tutti i pezzi siano imbottigliati sul lato di donna senza poter intervenire per salvare alcunché! Ma che in questi posto si prendono in considerazione solo procedimenti di attacco sottili? Macché! Una mossa difensiva che meritas menzione é la famosa 31..Ad7!! di Marshall che rovescia improvvisamente le valutazioni di vittoria del bianco. A vederle e prepararle accuratamente mosse così! Partita indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1094647 dobe Bauer viene tritato soprattutto dal punto di vista psicologico dal momento che il bianco sembrava poterla da sempre spuntare scrivendo il famoso uno sul tabellone! Insomma con social media marketing Umbria non abbiamo ancora risposto alle domande chiave di MVC ossia come si risolvono in pratica i problemi di sviluppo ma ci stiamo girando in cerchio come avvoltoi che hanno avvistato una risorsa importante in perfetto stile Sergio Leone! E per finire citiamo questo interessante link dove approvvigionare i propri studi scacchistici: https://books.google.it/books?id=jvzl3ZC7skIC&pg=PT6&lpg=PT6&dq=portisch+timman+1985&source=bl&ots=o5H2ZuMSVh&sig=MagpGoRcPdcOsvHyo9KHEzeiq2g&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjKxMHg1tbYAhXNzqQKHeImAMg4ChDoAQgxMAI#v=onepage&q=portisch%20timman%201985&f=false

Leggere un file esterno con PHP e rimanere brasati nel vedere che in alcune partite uno dei due contendenti non si può muovere senza peggiorare la sua posizione: accendiamola con Social Media Marketing Umbria!

social media marketing umbriaNella famosa partita 16 partita del match di Mosca tra Karpov e Kasparov nel 1985 assistiamo a una strategia “cobra asfissiante” davvero esemplare, evidenzia social media marketing Umbria. Il nero regala un pedone in apertura al bianco che accetta il gentile dono sfidando il suo avversario e dicendo: io so agonista bianconero (mi piace dedicarmi alla scacchiera cioé per evitare le solite risse con i lapeschi affezionati alle case bianche sempre in agguato) dimostrami che hai compenso. Alla mossa 21 il nero gioca la stupefacente 21…g5 e il bianco di colpo improvvisamente ci accorgiamo che non può miglioare in nessun modo la posizione senza creare indebolimenti, che stregoneria é mai questa? C’è un cavallo in d3 che sembra una piovra perché rende passive le torri incapaci di cambi sulle colonne E ed C. L’ Af3 é ridicolo sembra quasi un orpello ornamentale tipo capitello dorico o corinzio. I cavalli bianchi sembrano due belle statuine non possono fare nulla ma a che gioco stiamo giocando eh: http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1067175 e guarda caso il bianco si mette nella condizione di subire una serie di tatticismi finali nel tentativo di migliorare la sua posizione. Una bella lezione su iniziativa, materiale, spazio tempo e pressing a tutto campo quasi che offfe una situazione di tipo calcistico (dove peraltro gli scacchi hanno moltissime analogie). E ora torniamo alle farneticazioni da web developer di Social Media Marketing Umbria con la questione della lettura di file testo esterni con PHP. All’ indirizzo http://www.farwebdesign.com/php/Example41-readfile.php troviamo un esempio di come si possa leggere un file esterno di tipo testo con uno script PHP. Per questo esempio crea un semplice
file chiamato somefile.txt nello stesso directory in cui viene eseguito lo script.

<?php
$num_bytes = readfile(‘somefile.txt’);
echo “\n\nThe number of bytes read is: $num_bytes\n”;
?>

La funzione readfile () legge il contenuto del file e lo stampa su schermo. Specificare il percorso del file relativo al file corrente con = readfile(‘somefile.txt’); readfile () restituisce il numero di byte che ha letto. È possibile emettere il contenuto della sceneggiatura stessa passando per la sua percorso per readfile ():

<?php
readfile($_SERVER[‘PHP_SELF’]);
?>

In uno dei prossimi articoli con Social Media Marketing Umbria affronteremo la delicaya questione del perché il nostro sistema solare é in pericolo secondo la moderna teoria dei complotti, pardon, continueremo a esplorare il potenziale degli script PHP.

Il GM Mikenas per piallare Alekhine usava le pseudo classi?

Prima di affrontare le questioni irritanti dei DIV e del posizionamento assoluto o relativo, delle regole di stile che risolvono come clear:both per esempio o ancora di metodi alternativi per risolvere il problema degli elementi flottanti (avete provato a inserire un elemento dentro un DIV CONTAINER allineato a destra? I margini perdono consistenza e collassano e pertanto servono regole di stile che rimettano in carreggiata la struttura! Nel webinar del tre gennaio di Simona Tocci formatrice web designer e web developer indirizzo https://simonatocci.com/ si é parlato di tutto questo e anche di più, come le pseudo classi ad esempio e il ventagliodi opzioni e risorse che mettono a disposizione. L’aspetto interessante come sostiene la brava formatrice é quello del problema che diventa una opportunità e che senza sperimentazione con i CSS3 é difficile assimilare, con particolare attenzione e occhio di riguardo anche lì dove ci sono delle anomalie tipo incongruenze ed errori che possono diventare lampadine accese per mettere in moto altri meccanismi. Quante volte ti sei trovato costretto a combattere con margin, padding, display:table e altre soluzioni stilistiche che di fatto hanno deformato o mostrato a video un risultato inaspettato? C’è un modo per far fare ai CSS e agli elementi della pagina quello che hai in testa senza scatenare una guerra dei cento anni e scagliare a muro il tuo nuovo iphone dieci? Come fare per propagare agli elementi figli CHILD le tue regole in maniera performante e incisiva? L’esercitazione laboratorio con tutti i crismi del caso si trova all’ indirizzo http://www.farwebdesign.com/css/clearfix.html e per l’appunto ci sono all’ interno dell’ esercizio due soluzioni in atto, quella con i clearfix e le pseudo classi before e after e quella tradizionale basata sul dare consistenza ai margini con clear:both lasciano elementi annidati anche vuoti a livello di testo come i paragrafi per esempio. E’ fondamentale avere chiaro che cosia sia un pargrafo o un margine o un padding quando si affrontano queste problematiche e a grandi linee come funzionano i nodi del DOM. Switchando agli scacchi invece saltiamo ad analizzare una figura davvero inquietante agonisticamente un certo signor MIKENAS GM. Qualcuno lo conosce? Accipicchiolina! Persino Alekhine negli scontri diretti sulle tre partite in carriera non riuscì a prevalere con una vittoria una sconfitta ROBOANTE e una patta. All’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1362732 assistiamo a un assassino seriale che uccide la sua preda, nelle competizioni sportive vincere contro un avversario si chiama sport, ma qui il nero viene sezionato come il culto di Iside e pezzi del re nero si ritrovano in ogni dove sopra la scacchiera. La partita é la Vladas Mikenas vs Sergey Fedorovich Lebedev “He’s Mikenas Crazy” (game of the day Nov-07-2010) 4th Georgian Championship (1941), Tbilisi, GEO URS Queen’s Gambit Declined: Modern Variation (D53) 1-0 28 mosse. Per saperne di più vedere l’interessante articolo che si trova all’ indirizzo http://soloscacchi.altervista.org/?p=12341 che esalta le qualità combinative di questo giocatore ma non solo. Un altra partita memorabile di Mikenas é quella all’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1274400 dove come al solito scoppiano i fuochi di artificio anche se non é capodanno. E ovviamente echeggia anche la famosa Tc2!! che costrinse all’ abbandono Alekhine in vista di uno schema di matto geometrico basato su Df3 e Ah3 con carneficina in g2 imparabile. Insomma tra i tanti lavori oggi resi disponibili dalla BCE e dalla globalizzazione qualcuno potrebbe ingegnarsi per sbarcare il lunario e valutare il suo ingresso nel campo della serialità in stile criminal minds e per farlo il modo migliore é analizzare le partite di questo genio cone le rotelle un pò trasversali diventato una celebrità in Lituania. Per concludere consigliamo un approfondimento sulle pseudo classi o sulla portata della soluzione clear:both oltre che una ricerca su tutte le opzioni di visualizzazione degli elementi FLOAT.

Ma il GM Suba degli anni ottanta era un pollo pazzesco?!

Problemi con il vantaggio di sviluppo nel senso che non riesci a sfruttare quei tempi in più che hai guadagnato per trasformare tutto in facile vittoria e in miniatura da copertina tipo Novella 2000? Guardare questa partita allora é un balsamo benefico, qui alle olimpiadi di Thessaloniki del 1984 il nero che é Portish offre doni ellenici per attirare il bianco (Suba) in una trappola mortale http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1114040 da qui il titolo: ma come ha fatto il bianco a vedere che collassava rapidamente dopo aver girovagato con la regina per tutta l’apertura? C’era una sorta di codice d’onore che ti obbligava ad accettare qualsiasi sacrificio finché non subivi una mazzata decisiva del tipo 20 … Td1 che probabilmente vedrebbero in molti ma che a Suba frastornato non gli é nemmeno saltata per la testa? E’ possibile che il GM Suba degli anni ottanta era un tizio che se magnava tutto perché era come San Tommaso, come per dire all’ avversario vabbè se adesso non cloncludi nulla adesso hai perso il finale. Peccato che spesso nelle partite citate l’avversario aveva con la sua posizione vincente l’ultima parola e replicava tra le righe a tono: “vabbè non sei arrivato alla ventunesima mossa caro bianco!”. Certo che Suba pur essendo un fortissimo giocatore di pigne altisonanti ne prendeva a bizzeffe tipo questa a cui ebbi il privilegio di assistere in diretta: http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1133965 dove dall’ inizio alla fine quel pazzo di uno slavo inizia a far precipitare chicchi di grandine sul collo della sua vittima sacrificale. Sempre citando questa famosa partita di Pinerolo del 1987 ricordo che nel dopo analisi ogni volta che Suba provava a replicare a qualche mossa aggressiva del bianco andando a mangiare materiale che sembrava gratuito, Velimirovic replicava bombardando le retrovie nemiche con veloci scacchi matti! Una giornata storta può capitare a tutti, ci sta e poi ricordiamo che Suba quei tempi piallava a manetta tutta una serie di personaggi dell’ agone scacchistico senza tante remore reverenziali, quello che fa veramente scalpore é tentare di rispondere alla domanda: ma come fai a prenderti delle pigne così … mitologiche?! 20…Td1 giocata da Portish alla cieca l’avevi completamente dimenticata? Guarda che ti retrocediamo a 3naz eh?! A onor del merito ricordiamo che Mihai Suba ha avuto un grande ruolo negli scacchi moderni, consultare https://en.wikipedia.org/wiki/Mihai_Suba e che molte delle combinazioni da lui subite venivano regolarmente riconsegnate ad altri fortunati agonisti, per esempio all’ indirizzo http://www.chessgames.com/player/mihai_suba.html ci troviamo numerose perle da lui messe in piedi nella sezione NOTABLE GAMES senza tanti grandi fuochi di artificio ma con tecnica sopraffina precisa e accurata, evidenzia Umbriaway Consulting.

Ma é vero che il GM Matanovic non era granché come agonista?

agenzia web marketingMa basta con le fake news che la gente ci crede anche, Matanovic piallava gente del calibro di Tal tanto per fare un esempio e demolire il titolo provocatorio di agenzia web marketing! Per introdurre javascript abbiamo scomodato il GM Petrosjan all’ indirizzo:  https://umbriawayfidelizza.wordpress.com/2017/12/23/petrosjan-non-sapeva-difendersi-forse-sei-in-uno-stato-alterato-di-coscienza-e-comunque-senza-lo-studio-dei-classici-non-ti-serve-a-niente-giocare-lampo-20-ore-al-giorno-su-internet-per-diventare-il/ invece per parlare di variabili abbiamo scomodato Efim Geller all’ indirizzo: https://umbriawayfocus.wordpress.com/2017/12/23/colpi-tattici-da-paura-studia-le-mosse-rocambolesche-partorite-da-quel-pazzo-di-geller/ invece per parlare dei tipi di dati e le loro caratteristiche javascript abbiamo scomodato Nigel Short all’ indirizzo https://umbriawayformazione.wordpress.com/2017/12/24/difesa-pirc-quando-invita-qualcuno-alla-demolizione-dellimpianto-impugnando-una-pistola-il-nome-dell-agonista-che-ha-il-bianco-che-ha-il-fucile-entra-nella-leggenda/ per parlare delle istruzioni condizionali abbiamo scomodato il GM Dreev all’ indirizzo https://umbriawaynoir.wordpress.com/2017/12/25/buon-natale-da-alexey-dreev-best-games/ mentre Tony Miles lo abbiamo scomodato all’ indirizzo https://umbriawayvendita.wordpress.com/2017/12/26/tony-miles-best-games-e-i-mostri-dai-mille-occhi/ per parlare di FUNZIONI in JavaScript. A Gualdo Tadino ci siamo andati per valorizzare il GM Sokolov e per parlare di oggetti indirizzo https://umbriawayvalorizza.wordpress.com/2017/12/26/e-andrei-sokolov-che-fa/ mentre a Nocera Umbra ci siamo andati per valorizzare il GM Vaganian e per parlare di array in JS indirizzo https://umbriawaytarget.wordpress.com/2017/12/27/e-vaganian-che-fa-la-sa-giocare-la-francese-chiedetelo-a-reshevsky/ e infine abbiamo affrontato il gioco di Ljubojevic e il DOM all’ indirizzo https://umbriawaysemplifica.wordpress.com/2017/12/27/e-ljubojevic-che-fa-qualche-combinazione-lha-giocata-in-carriera-risponde-agenzia-web-marketing/. Adesso non ci resta che affrontare con agenzia web marketing il discorso sugli eventi parlando prima di un campione minore come Matanovic grande patron del vecchio caro informatore scacchistico, il cui fascino risiedeva proprio nel suo aromatizzato formato cartaceo. Indirizzo https://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandar_Matanovi%C4%87 ecco come ci viene presentato da wikipedia il suo profilo: Aleksandar Matanovic (Belgrado, 23 maggio 1930) è uno scacchista serbo, fino al 1992 jugoslavo, Grande maestro. Campione jugoslavo dei giovani nel 1948, nel 1955 ottenne il titolo di Grande Maestro. Dopo essere stato 2° nel campionato jugoslavo nel 1951, 1956, 1959, lo vinse nel 1962, nel 1969 e nel 1978. Ha partecipato a diversi tornei zonali e interzonali, occupando in questi ultimi posizioni di media classifica. Matanovic ha partecipato dal 1954 al 1972 a 11 Olimpiadi per la Jugoslavia, ottenendo 13 medaglie: 4 individuali (una d’oro in 4a scacchiera a Siegen 1970, due d’argento e una di bronzo) e 9 di squadra (5 d’argento e 4 di bronzo). Ha giocato 146 partite col risultato complessivo di + 61 = 73 – 12 (66,8 %). Nei tornei è stato 1° ad Abbazia nel 1953, 2° a Belgrado nel 1954, 1° ad Amburgo e 2°-3° a Zagabria nel 1955; 1° a Beverwijk nel 1957; nel 1961 è stato 2°-5° a Mar del Plata, 2°-4° a Santa Fe, 1°-2° a Buenos Aires, 1° a Zevenaar; nel 1964 2° a Gerusalemme; nel 1965 2°-4° a Netanya. Dal 1966 è il principale editore dell’Informatore Scacchistico, rivista semestrale di grande diffusione e molto popolare tra gli scacchisti di tutto il mondo. Con la collaborazione di molti grandi maestri ha pubblicato anche una fondamentale enciclopedia delle aperture in cinque volumi. Le partite di questo campione le possiamo ammirare all’ indirizzo: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=21135 dove assistiamo a un bel matto davvero spettacolare contro Buisguer nel 1961 http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1028405 per esempio. Oppure una bella vittoria posizionale si fa per dire contro Tal http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1139400. A questo punto non ci resta che serrare le file rientrando nei ranghi di javascript per vedere come gestisce gli eventi. Ora che sappiamo come selezionare e modificare gli elementi DOM, possiamo creare una semplice animazione. Creiamo una semplice pagina HTML con un elemento casella che verrà animato utilizzando JS, suggerisce agenzia web marketing.

<style>
#container {
width: 200px;
height: 200px;
background: green;
position: relative;
}
#box {
width: 50px;
height: 50px;
background: red;
position: absolute;
}
</style>

</div>

Il nostro elemento box è all’interno di un elemento contenitore. Nota l’attributo position usato per gli elementi: il contenitore è relativo e la casella è assoluta. Questo ci permetterà di creare l’animazione relativa al contenitore. Animeremo la casella rossa per spostarla sul lato destro del contenitore. Devi avere familiarità con i CSS per capire meglio il codice fornito. Per creare un’animazione, abbiamo bisogno di cambiare le proprietà di un elemento a piccoli intervalli di tempo. Possiamo ottenere questo risultato utilizzando il metodo setInterval (), puntualizza agenzia web marketing, che ci consente di creare un timer e chiamare una funzione per modificare le proprietà ripetutamente a intervalli definiti (in millisecondi). Per esempio:

var t = setInterval(move, 500);

Questo codice crea un timer che chiama una funzione move () ogni 500 millisecondi. Ora dobbiamo definire la funzione move (), che cambia la posizione della casella.

// starting position
var pos = 0;
//our box element
var box = document.getElementById(“box”);

function move() {
pos += 1;
box.style.left = pos+”px”; //px = pixels
}

La funzione move () incrementa la proprietà left dell’elemento box di uno ogni volta che viene richiamata. Il seguente codice definisce un timer che chiama la funzione move () ogni 10 millisecondi:

var t = setInterval(move, 10);

Tuttavia, questo rende la nostra casella spostarsi a destra per sempre. Per interrompere l’animazione quando la casella raggiunge la fine del contenitore, aggiungiamo un semplice controllo alla funzione move () e usiamo il metodo clearInterval () per fermare il timer.

function move() {
if(pos >= 150) {
clearInterval(t);
}
else {
pos += 1;
box.style.left = pos+”px”;
}
}

Quando l’attributo di sinistra della casella raggiunge il valore di 150, la casella raggiunge la fine del contenitore, in base a una larghezza del contenitore di 200 e una larghezza del riquadro di 50.
Il codice finale:

var pos = 0;
//our box element
var box = document.getElementById(“box”);
var t = setInterval(move, 10);

function move() {
if(pos >= 150) {
clearInterval(t);
}
else {
pos += 1;
box.style.left = pos+”px”;
}
}

Congratulazioni, hai appena creato la tua prima animazione JavaScript! È possibile scrivere codice JavaScript che viene eseguito quando si verifica un evento, ad esempio quando un utente fa clic su un elemento HTML, sposta il mouse o invia un modulo. Quando si verifica un evento su un elemento di destinazione, viene eseguita una funzione di gestore. Gli eventi corrispondenti possono essere aggiunti agli elementi HTML come attributi. Ad esempio: <p onclick = “someFunc ()”> del testo </ p>. Mostriamo un popup di avviso quando l’utente fa clic su un pulsante specificato:

<button onclick=”show()”>Click Me</button>

function show() {
alert(“Hi there”);
}

I gestori di eventi possono essere assegnati agli elementi. Per esempio:

var x = document.getElementById(“demo”);
x.onclick = function () {
document.body.innerHTML = Date();
}

Gli eventi onload e onunload vengono attivati ??quando l’utente entra o esce dalla pagina. Questi possono essere utili quando si eseguono azioni dopo che la pagina è stata caricata.

<body onload=”doSomething()”>

Similarly, the window.onload event can be used to run code after the whole page is loaded.

window.onload = function() {
//some code
}

L’evento onchange è principalmente utilizzato su caselle di testo. Il gestore eventi viene chiamato quando il testo all’interno della casella di testo cambia e il focus viene perso dall’elemento. Per esempio:

<input type=”text” id=”name” onchange=”change()”>

function change() {
var x = document.getElementById(“name”);
x.value= x.value.toUpperCase();
}

Il metodo addEventListener () allega un gestore di eventi a un elemento senza sovrascrivere i gestori di eventi esistenti. È possibile aggiungere molti gestori di eventi a un elemento.
È anche possibile aggiungere molti gestori di eventi dello stesso tipo a un elemento, ad esempio due eventi di “clic”.

element.addEventListener(event, function, useCapture);

Il primo parametro è il tipo di evento (come “click” o “mousedown”).
Il secondo parametro è la funzione che vogliamo chiamare quando si verifica l’evento.
Il terzo parametro è un valore booleano che specifica se utilizzare il bubbling o la cattura di eventi.

Questo parametro è facoltativo e verrà descritto nella prossima lezione.
Nota che non usi il prefisso “on” per questo evento; usa “click” invece di “onclick”.

element.addEventListener(“click”, myFunction);
element.addEventListener(“mouseover”, myFunction);

function myFunction() {
alert(“Hello World!”);
}

Ciò aggiunge due listener di eventi all’elemento. Possiamo rimuovere uno degli ascoltatori:

element.removeEventListener(“mouseover”, myFunction);

Creiamo un gestore di eventi che si rimuove da solo dopo essere stato eseguito:

<button id=”demo”>Start</button>


var btn = document.getElementById(“demo”);
btn.addEventListener(“click”, myFunction);

function myFunction() {
alert(Math.random());
btn.removeEventListener(“click”, myFunction);
}

Dopo aver fatto clic sul pulsante, viene visualizzato un avviso con un numero casuale e il listener di eventi viene rimosso. Internet Explorer versione 8 e versioni precedenti non supportano i metodi addEventListener () e removeEventListener (). Tuttavia, è possibile utilizzare il metodo document.attachEvent () per collegare gestori di eventi in Internet Explorer. Esistono due modi di propagazione degli eventi nel DOM HTML: bubbling e capture. La propagazione degli eventi consente la definizione dell’ordine degli elementi quando si verifica un evento. Se si dispone di un elemento <p> all’interno di un elemento

e l’utente fa clic sull’elemento

, l’evento di “clic” dell’elemento deve essere gestito per primo? Nel bubbling, l’evento dell’elemento più interno viene gestito per primo e quindi viene gestito l’evento dell’elemento esterno. L’evento click dell’elemento

viene gestito per primo, seguito dall’evento click dell’elemento

. Nel catturare, l’evento dell’elemento più esterno viene gestito prima e poi l’interno. L’evento click dell’elemento

viene gestito per primo, seguito dall’evento click dell’elemento

. Il metodo addEventListener () consente di specificare il tipo di propagazione con il parametro “useCapture”.

addEventListener(event, function, useCapture)

Il valore predefinito è falso, il che significa che viene utilizzata la propagazione di bubbling; quando il valore è impostato su true, l’evento utilizza la propagazione acquisita.

//Capturing propagation
elem1.addEventListener(“click”, myFunction, true);

//Bubbling propagation
elem2.addEventListener(“click”, myFunction, false);

Ciò è particolarmente utile quando si ha lo stesso evento gestito per più elementi nella gerarchia DOM. Ora possiamo creare un progetto di slider di immagini campione. Le immagini verranno modificate utilizzando i pulsanti “Avanti” e “Indietro”. Ora, creiamo il nostro codice HTML, che include un’immagine e i due pulsanti di navigazione:


Prev

width=”200px” height=”100px”/>
Next

Successivamente, definiamo le nostre immagini di esempio in un array:

var images = [
http://www.farwebdesign.com/uploads/slider/1.jpg&#8221;,
http://www.farwebdesign.com/uploads/slider/2.jpg&#8221;,
http://www.farwebdesign.com/uploads/slider/3.jpg&#8221;
];

Utilizzeremo tre immagini di esempio che abbiamo caricato sul nostro server. Puoi usare qualsiasi numero di immagini. Ora dobbiamo gestire i clic sul pulsante Avanti e Indietro e chiamare le funzioni corrispondenti per cambiare l’immagine.


Prev

width=”200px” height=”100px”/>
Next

JS:
var images = [
http://www.sololearn.com/uploads/slider/1.jpg&#8221;,
http://www.sololearn.com/uploads/slider/2.jpg&#8221;,
http://www.sololearn.com/uploads/slider/3.jpg&#8221;
];
var num = 0;

function next() {
var slider = document.getElementById(“slider”);
num++;
if(num >= images.length) {
num = 0;
}
slider.src = images[num];
}

function prev() {
var slider = document.getElementById(“slider”);
num–;
if(num < 0) {
num = images.length-1;
}
slider.src = images[num];
}

La variabile num mantiene l’immagine corrente. I clic sui pulsanti successivo e precedente vengono gestiti dalle funzioni corrispondenti, che modificano la sorgente dell’immagine con l’immagine successiva / precedente nell’array. Abbiamo creato un dispositivo di scorrimento delle immagini funzionante! HTML5 aggiunge alcuni attributi che consentono la convalida del modulo. Ad esempio, l’attributo richiede può essere aggiunto a un campo di input per renderlo obbligatorio da compilare.
La convalida della forma più complessa può essere eseguita utilizzando JavaScript. L’elemento form ha un evento onsubmit che può essere gestito per eseguire la convalida. Ad esempio, creiamo un modulo con due input e un pulsante. Il testo in entrambi i campi dovrebbe essere lo stesso e non vuoto per passare la convalida.

<form onsubmit=”return validate()” method=”post”>
Number: <input type=”text” name=”num1″ id=”num1″ />
<br />
Repeat: <input type=”text” name=”num2″ id=”num2″ />
<br />
<input type=”submit” value=”Submit” />
</form>

Ora dobbiamo definire la funzione validate ():

function validate() {
var n1 = document.getElementById(“num1”);
var n2 = document.getElementById(“num2”);
if(n1.value != “” && n2.value != “”) {
if(n1.value == n2.value) {
return true;
}
}
alert(“The values should be equal and not blank”);
return false;
}

Restituiamo true solo quando i valori non sono vuoti e sono uguali. Il modulo non verrà inviato se il suo evento onsubmit restituisce false.

Le preposizioni inglesi, goia e delizia dei peccatori grammaticali e le mosse impossibili tipo 13 Tf7!!

agenzia web marketingPer quanto riguarda gli scacchi con agenzia web marketing vediamo la Sergey Smagin vs Sergej Salov “Opening a Kan of Worms” Halle (1984), Sicilian Defense: Kan. Modern Variation (B42) 1-0 indirizzo internet http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1120348. Alla mossa 13 salta fuori una mossa simile a un meteorite di grandi dimensioni che colpisce la terra, torre da f1 a casa f7 che diventa preludio per una demolizione sistematica di tutti i pedoni neri che difendono l’arrocco nemico, una posizione da far vedere ai corsi di allenamento tattico alle nuove generazioni. Del resto a guardare la posizione prima del salto della torre verrebbe da dire ma dove stanno i pezzi neri a difendere, semplicemente non ci sono. Certo ai tempi queste mosse venivano accolte con stupefacente e religiosa ammirazione, anche perché la mentalità imperante dell’ agonista dell’epoca prevedeva che il materiale veniva prima delle valutazioni ultradinamiche. E ora passiamo con agenzia web marketing a saltare nei quanti della lingua inglese. Innanzitutto che cosa é una preposizione. Ma ce l’hai Internet e wikipedia? Ce l’hai un motore di ricerca per cercare le risposte che non sono dentro di te, ma sulla parabola in download che ci hai sul tetto? Una definizione accademica estrapolata dalla rete é la seguente: la preposizione (dal latino “praeponere” = porre davanti) , in grammatica, è una parte invariabile del discorso che serve a creare un legame fra parole e frasi, specificando un rapporto reciproco e la funzione sintattica della parola, locuzione o frase che la segue.Quando uniscono due parole all’interno di una medesima proposizione, le preposizioni servono a introdurre i complementi (tranne il complemento oggetto e, talora, alcuni altri): esempio: abbiamo pensato a lungo alle tue parole; quando invece collegano due frasi, esse introducono delle proposizioni subordinate: esempio: bisogna prendere il traghetto per arrivare su quell’isola. Ora la questione di TO e FOR. E in Inghilterra come butta per queste preposizioni? All’ indirizzo http://www.oilproject.org/lezione/grammatica-sintassi-inglese-to-for-differenze-10297.html troviamo il seguente materiale didattico per esempio: la regola generale è… che non c’è una regola generale; e questo vale per tutte le preposizioni. 1) Se si vuole indicare un motivo per fare qualcosa, possono usarsi indifferentemente: “I went to the store to buy milk/for milk” (in questo caso però to è integrata nell’infinito). 2) Se si vuole indicare un destinatario, l’uso dipende dal verbo da cui to o for dipendono: “He gave this to her” oppure “This is for her”. 3) Se si vuole indicare un’intenzione, l’uso di to o for dipende invece dall’oggetto dell’intenzione: se l’enfasi è su un’azione, si usa to: “Ask John to send me the file”; se l’enfasi è sull’aspettativa, si usa for: “Ask John for the file”. Al link http://www.linkiesta.it/it/article/2015/09/19/la-pillola-dinglese-come-capire-quando-usare-in-on-o-at/27458/ troviamo queste risorse sulle PREPOSIZIONI “IN”, “ON”, “AT”. “People in Ireland are great…” / “I still remember buying a red coat on my birthday… ” / “I would start work at 9… ”. Le preposizioni “in”, “on” e “at” sono le principali preposizioni di tempo e di luogo in inglese. AT (luogo) indica un punto fisso, il punto preciso in cui si trovano una persona o un oggetto, ad esempio “He is at the park” (Lui è al parco); AT (tempo) si usa inoltre per dare un’indicazione di tempo precisa, ad esempio, “I would start work at 9” (Iniziavo a lavorare alle 9); ON (luogo) si usa quando si vuole dire che qualcosa appoggia su una superficie, ad esempio “The bag is on the floor” (La borsa è sul pavimento); ON (tempo) si usa con i giorni e le date, ad esempio “I still remember buying a red coat on my birthday… ” (Ricordo ancora di aver comprato un cappotto rosso al mio compleanno); IN (luogo) indica l’essere inserito o il trovarsi in uno spazio chiuso, ed esempio “People in Ireland are great…” (Le persone in Irlanda sono fantastiche); IN (tempo) si usa con i mesi, gli anni, i secoli o i lunghi periodi di tempo, in generale ogni volta che non si possono usare “at” o “on”, allora si una “in”, ad esempio, “I was born in 1981” (Sono nato nel 1981).

Ma come si fa a costruire un e-commerce? Ci voglio vendere i libri di scacchi di mio nonno che era stato campione dell’ adriatico nel 1922

E vabbè allora procuriamoci un template di base perché bisogna lavorarci sopra puoi usare bootstrap ad esempio come framework. All’ indirizzo http://www.farwebdesign.com/onlinestore/ web design Umbria segnala il nostro tentativo di online store. La prima cosa da fare é modificarlo in base alle nostre esigenze, fare in modo che corrisponda alle nostre aspettative come funzionalità e a quelle del cliente senza alterare le meccaniche di base user-friendly. Si ma gli scacchi? Di solito questi tutorial sono sempre inficiati o disturbati da qualche notizia all’ ultimo grido tipo ma avete visto lo studio di Reti del 1921 all’ indirizzo http://www.farwebdesign.com/chessproject/details.php?pos_id=14 dove il bianco deve dare un colpo al cerchio e uno alla botte? Il pedone nero sembra come la barchetta della famosa cantante come lo si ferma se non sfruttando le potenzialità del proprio pedone bianco? Il Bianco muove e patta. Dal punto di vista didattico siamo di fronte a dei meccanismi elementari ma la pratica agonistica fa fare brutti scherzi a volte, qui la soluzione é semplice: 1.Rg7! h4 (1…Rb6 2.Rf6! h4 3.Re5!) 2.Rf6! Rb6 (se 2…h3, 3.Re6 h2 4.c7 Rb7 5.Rd7) 3.Re5! Ora se 3…Rxc6 il Re Bianco si porta in f4 e ferma il pedone, mentre se 3…h3 4.Rd6. Ma non tergiversiamo e torniamo a bootstrap, le classi del framework le conosci? Ad esempio per vedere i tre riquadri nella pagina che larghezza ho messo come colonne e come viene definito il parametro? Ogni oggetto da vendere nello store ha questa dimensione: prima si imposta un div class= container

, poi si imposta la riga con

poi finalmente viene definita la larghezza, lo spazio occupato dall’ elemento con

dove la classe qui ha una bella sostanza in quanto parliamo di una griglia orizzontale composta da dodici colonne e il tre si somma agli altri due elementi e poi inserisco un oggetto panel finale con

. Ma web designer Umbria lavora in coppia con il programmatore a meno che l’azienda sia centrata sul famoso faccio tutto io per cui deve pensare a semplificare la vita allo sviluppatore. Da notare come sia intanto riuscito ad implementare una lista ordinata contrassegnata dalla classe tematica

    che forma una gabbia a tutti gli elementi UL ed LI racchiusi mentre il compito di spostare tutta la lista a sinistra viene assegnata a una proprieta del foglio stile che é

    float:left;margin-left:50px;margin-right:200px”;> per l’appunto float: left;. Ora un buon web designer non lascia questi settaggi in giro per la pagina ma affianca in un foglio stile esterno tutte le regole che servono per sovrascrivere il css di default. Ora i CSS si chiamano fogli di stile a cascata perché se esistono due regole che parlano dello stesso div viene presa in considerazione l’ultima appunto in cascata per cui ci sarà un link esterno che punta dopo al css di fabbrica al nostro style che servirà a personalizzare. va bene ma adesso che hai una impostazione di base che devi fare? Devi spezzare il codice nelle sue parti costituenti ad esempio HEADER, NAV, CONTENT, ASIDE, FOOTER etc e tutto quello che nella pagina crea ridondanza per il programmatore e semplificare tutto con degli include di php ad esempio se voglio spezzare il codice in porzioni di codice più piccole e in particolare il footer scriverò nella pagina principale, evidenzia web design Umbria, e farò lo stesso come marcatura nello spazio della pagina per tutti gli altri elementi. Un altra questione da sottolineare per la responsività dei siti web é quella di settare il tag meta come si deve: dove l’initial-scale-1 é un parmatero molto importante e ricordarsi di catturare tutto quello che serve per la costruzione della nostra web app con i CDN giusti affidabili per catturare Jquery, bootstrap js e css quindi qualcosa del tipo:

    https://ajax.googleapis.com/ajax/libs/jquery/3.2.1/jquery.min.js
    https://maxcdn.bootstrapcdn.com/bootstrap/3.3.7/js/bootstrap.min.js

    Di solito la tecnica migliore come web design Umbria prevede che alcuni di questi link finiscano sotto il body in modo da velocizzare prima il caricamento della pgina principale e solo dopo preoccuparsi di agganciare le risorse esterne per lo sviluppo della nostra applicazione. Web design Umbria infine fa notare che il famoso componente PANNELLO in bootstrap si può dividere esattamente a sua volta con l’uso delle classi in varie sezioni come header content e footer:

    TITOLO
    Image

    Quindi adesso la fase due prevede per il lavoro di web design Umbria che si crei la struttura file system giusta come cartelle e codice esterno da posizionare per la questione di separare il codice presentazione o il vestito dalla sostanza che dovrà palleggiare lo sviluppatore, quindi css esterni, quindi include e tutto quello che può svuotare la pagina da ogni ridondanza inutile di codice con l’uso appunto degli include. In uno dei prossimi articoli di web design Umbria parleremo di come sia così facile diventare GM negli scacchi con il metodo sette kg in sette giorni ma questa é un’ altra storia, per ora il succo é che dovete tirare su un eccomerce dal nulla e che dovete familiarizzare con bootstrap, ajax, php e mysql e html5 e css3 come se non ci fosse un domani!

Alimorphaccitua ma Morphy nel 1856 a Parigi nel famoso match contro Anderssen ci aveva un computer sotto l’ascella, aveva visto ricciardino con la macchina del tempo?

Prima di rispondere alla domanda criptica con umbriaway consulting  dobbiamo iniziare a sporcarci le mani con wordpress. Ad esempio lo sapevi che la prima cosa da fare una volta configurato é quella di andare a settare i permanlinlink sull’opzione post in modo da catturare la parte semantica per la seo che deve estrinsecarsi con espressioni leggibili sulle url? Ma che ne voi sapere te eh direbbero a RM! Dietro wordpress esiste una comunità attiva che aggiorna e potenzia il codice free scritto in codice php. WordPress per far crescere il tuo business é l’ideale, verebbe da dire ma dove vai se un cms non ce lo hai, acronimo di content management system. Hai anche una ampia libertà di personalizzazione per pubblicare i tuoi contenuti testuali. E’ gratuito, sicuro, facile da spiegare e chi più ne ha più ne metta. Bacheca, categorie, tag, articoli, media, pagine, commenti, widget, plug in, temi grafici per personalizzare, seo plug in insomma dentyroi al contenitore c’è tutto un mondo da investigare. Un hosting a basso costo può fare al caso, scegliendo un dominio strategico puoi iniziare la tua strategia di pubblicazione e diffusione del brando oltre che una azione bellicosa per seminare le tue parole chiave. Hosting linux é più indicato per le carattestiche del database gemellato che é mysql. Dopo aver registrato il sito e ricevuto tutti i dati da Aruba per esempio o altro provider puoi iniziare a scaricare Filezilla e l’ultima versione del sito wordpress. Andando su file gestione sito inserirai il nome dell’host e la username e la password per iniziare a organizzare il tuo spazio web, filezilla divide lo schermo in due parti nella parte di sinistra trovi il tuo disco in locale e a destra il server acquistato. A questo punto trascini i file di wordpress sulla parte destra o tasto destro e upload sopra la cartella nella parte sinistra. Al primo collegamento ti verrà chiesta la configurazione iniziale relative al database precedentemente acquistato e una volta inseriti tutti i parametri chiesti dal nome utente pwd e nome db oltre che nome dell’ host espresso in indirizzo IP, particolare attenzione puoi dimostrare quando incontrearai il campo prefisso della tabella che dovrai contrassegnare come nome caratteristico separato da un underscore come prefisso in modo da capire velocemente quali sono le tabelle gestite da wordpress quando dovrai gestire i dati del db. Esegui ed installa é il passo successivo, wordpress ti chiederà il nome del sito e anche una pwd da inserire per il pannello amministratore, a quel punto l’installazione parte e la prima schermata che comparirà sarà la bacheca di wordpress con il tema assegnato, l’indirizzo del pannello di controllo sulla barra degli indirizzi prevede di digitare dopo il nome del sito il noto /wp-login.php. La password si può recuperare per poterla reimpostare. Arrivati al centro di comando di WP che é la bacheca dove in alto troneggia la tua barra nera che contrassegna l’area admin. Nella bacheca vedi se hanno aggiunto commenti recenti, hai varie notizie sul mondo WP e i plug-in, hai tutte le aree attive da configurare tipo post e pagine e widget e temi. Questo CMS nasce all’ insegna della personalizzazione, per cui hai piena libertà di spostare anche le aree tra i vari widget proposti per dare alla pagina l’impatto che preferisci. Sicuramente legato al tema del post da scrivere é un approfondimento che devi operare sull’ idea di categoria strettamente correlata e legata anche al mondo seo e quindi al posizionamento delle chiavi nei motori di ricerca. Ogni articolo é associato a uno o più tipi di categoria. Aggiungi nuova categoria lo trovi anche nell’ area di scrittura del post, all’ inizio per default c’è la categoria non categorizzata! All’ interno delle categorie vengono numrati anche gli articoli, il pannello categoria ha una gestione intuitiva che consente di modificare in modo rapido le categorie. La categoria base non può essere cancellata al massimo solo rinominata cosa che di fatto conviene fare con il nome del blog. Posso anche creare categorie figli e nipoti sotto quella madre. Per fare comparire le categorie devo assegnarne alcune associandole agli articoli. Adesso cerchiamo di capire meglio cosa sono i tag e come gestirli. I tag sono parole chiave che si possono gestire all’ interno del blog. Un tag é una parola chiave o un termine associato a una informazione il che facilità la ricerca e la categorizzazione di informazioni. Sono delle etichette composte da uno o più parole, assegnando all’ articolo che parla di calcio un tag tipo calciomercato o attacco o allenamento o allenatore puoi creare una ragnatela di contenuti facilmente referenziati. Il campo di controllo e di gestione dei tag é molto semplice simile a quello delle categorie viste in precedenza con opzioni facilmente intuibili. E i post? Come faccio a pubblicare i contenuti? Intanto meglio scriverlo in locale e fare il copia e incolla. Il titolo in ottica seo é molto importante. In ogni caso la finestra di gestione da nuovo post mette a disposizione una serie di strumenti simili a word che ti aiuteranno a formattare il testo o modificare paragrafi o testo per il resto puoi selezionare e trasformare in italico o in bold oppure inserire link oppure anche intervenire direttamente sull’ html dalla finestra in alto a destra che “toggla” sulla parte back-end. Quando incolli il testo fai attenzione alla formattazione, usa l’iconcina incolla come testo puro che si trova sulla seconda riga degli strumenti. Per l’appunto puoi scegliere dove lavorare se in testo puro come modalità o sul codice sorgente che é meglio conoscere per poter avere un controllo di modellazione anche se non é strettamente indispensabile per chi inizia. I link di pubblicazione si possono modificare tramite l’apposito modifica inserito a fianco. Gli articoli si possono modificare, si possono vedere in anteprima o si possono pubblicare. C’è anche l’opzione di pubblicare un articolo sempre in prima pagina, puoi anche scrivere un articolo e consentire solo ad alcuni la loro visualizzazione proteggendolo con password oppure puoi anche scrivere articoli per gruppi privati. Se non viene assegnata una categoria all’ articolo verrà assegnata di default. I TAG é sempre meglio inserirli con la modalità di scrivere al massimo una o due parole separate da virgole. Andando su tutti gli articoli posso modificare lo stato degli articoli, ho anche la possibilità di usufruire di modifica rapida e di consentire o no ad esempio i commenti o i ping che sono notifiche che ti arrivano quando terzi prendono il link del tuo articolo e lo citano nel loro spazio web. E le pagine? Sono aree personalizzabili che puoi gestire come gli articoli. La differenza principale é che la pagina può essere sempre in evidenza sulla barra dei menù che in questo modo puoi facilmente personalizzare. La pagina é svincolata dal concetto di categoria quindi libera di ospitare qualsiasi contenuto free che deve essere sempre in evidenza come il famoso chi siamo per esempio. I temi grafici hanno delle limitazioni a volte sulla gestione dei widget e sulle funzionalità delle aree predisposte per ospitare le funzioni base. Per questa ragione la logica di grafici professionisti fa si che la cosa migliore é quella di acquistare un tema completo di tutte quelle funzionalità che servono per il nostro business anche se anche quelli free possono adempiere ai bisogni vitali in una prima fase. Con le pagine puoi assolvere a quei link classici come chi siamo, dove andiamo, contatti, chi eravamo, sponsor etc etc. C’è anche la funzionalità per definire la sequenza delle pagine con link, con i famosi box per l’ordinamento. Se wordpress viene installato in locale con XAMPP é consigliabile fare una serie di settaggi dal pannello di controllo sul file PHP.INI in modo da aumentare per esempio i mega degli upload o i tempi di reazione in velocità del server. Per finire parliamo un attimo della famosa partita Morphy – Anderssen giocata a Parigi nel 1858 una partita siciliana variante paulsen che si sviluppa secondo i canoni 1 e4 c5 2 Cf3 Cc6 3 d4 cd 4 Cd4 e6 5 Cb5 d6 6 Af4 e5 7 Ae3 f5!? 8 C1c3 f4?! 9 Cd5! fe3 10 Cbc7 Rf7 11 Df3!? giocata in perfetto stile Morphy la presa in a8 non assolveva ai suoi gusti estetici 11…Cf6 12 Ac4 Cd4! 13 Cf6+ d5 e per vedere come va a finire consigliamo l’intera partita integralmente commentata http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1019056

La domanda di catalogo on-line Valtopina é: i finali sono così semplici che li puoi perdere senza le richieste asincrone Ajax?

catalogoonlineA questo punto molte persone si chiedevano come avrei potuto vincere…se sei uno scacchista con una conoscenza importante nei finali se sei un aspirante sviluppatore con la conoscenza della tecnologia AJAX che sta per java script asincrono dove X sta per l’oggetto xml. Ma andiamo per ordine con catalogo on-line Valtopina, prima di vedere in dettaglio la partita Alburt vs Kasparov giocata nel 1978 dove l’ex campione del mondo ci dice relativamente a quello scontro che seduto su quella scacchiera ricordava il BEN NOTO METODO di vittoria (grande tecnica!), link http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1017147.php , dobbiamo parlare di questo AJAX che così richiesto nel mondo dello sviluppo web. Sai già che hai bisogno di strumenti preliminari a supporto tipo editor e server locale per testare le tue applicazioni da neofita e segnaliamo notepad plus all’ indirizzo https://notepad-plus-plus.org/ e XAMPP https://www.apachefriends.org/it/index.html. Fatto questo facciamo mente locale con catalogo on-line su come lavora Ajax. Le richieste client – server si basano sul refresh della pagina ma grazie a questo strumento AJAX posso inviare chiamate asincrone evitandomi il caricamento della pagina, un esempio lampante é il famoso LIKE di FB per esempio. Prima di entrare nel merito della funzione, che può appoggiarsi a due chiamate GET e POST (in questa sessione analizzeremo la GET) dobbiamo ricordare i cambiamenti di stato delle richieste e gli stati del SERVER, che sono messaggi convenzionali dove al messaggio del server 404 ad esempio mi ritroverò una pagina non trovata mentre se vedo 200 so che é andato tutto bene. Analogamente gli stati che processano una richiesta vanno da zero a 4 come illustrato in figura. Una funzione AJAX é semplicissima, prima si crea un oggetto, poi si sfrutta il metodo OPEN per la connessione che accetta tre parametri, ossia il metodo che può essere get o post, il nome del file i cui contenuti verranno restituiti in questo caso grazie alla proprietà text.response e il valore boleano per indicare se la richiesta é attiva o meno. Dopo aver creato l’oggetto XMLHTTPREQUEST nella funzione e aver aperto la connessione al punto tre occorre verificare i ready states grazie alla proprietà dell’ oggetto XMLHTTPREQUEST onreadystatechange ossia controllare quando si verificherà la condizione 4 insieme allo status 200 e SOLO a quel punto i contenuti del file potranno essere rilasciati. Niente di trascendentale quindi. Volendo posso anche creare una funzione specifica per effettuare una chiamata ajax asincrona inserendo un pulsante che chiamerà la funzione tramite l’evento onclick del mouse. Fine della dissertazione sulle chiamate AJAX con il metodo GET, sentenzia catalogo on-line Valtopina che vuole ritornare sul finale di pedoni giocato contro Alburt da Kasparov. E’ un esempio mirabile di triangolazione asincrona se vogliamo utilizzare la stessa metafora proposta da AJAX. Avete mai sentito parlare dell’ espressione passare la mossa? Alla mossa 54 Alburt deve aver pensato forse che era Patta dopo 54..Rf4 55 Rf2 Re4 56 Rf1 Re3 57 Re1 f2+ 58 Rf1 Rf3 e patta per stallo? Invece Kasparov passò la mossa e vinse la partita giocando 54..Rf5! Nel finale il re deve cercare di guadagnare più spazio possibile ricorda catalogo on-line. Perciò deve portarsi davanti ai suoi pedoni e in questa lotta per lo spazio bisogna essere in grado di sfruttare la regola dell’ opposizione che si divide in opposizione lontana e vicina. A questo punto se anlizziamo un finale del tipo bianco Rf2 e Nero Rf4 e pedone f5 a seconda di chi muove si avrà un risultato diverso, se tocca al nero patta ad esempio ..Re4 seguita da Re2 ma se tocca al bianco il nero vincerebbe tipo linea Rg2, Re3. I finali di pedoni non sono così semplici come sembrano e sono pieni di sottigliezze, non a caso ci sono molti studi alla Grigoriev che prendono spunto dal tema. Non sono rare incredibili cappelle anche tra giocatori di buon livello che pensano di finire in un finale pari quando invece hanno perso. Come successe a Seirawan che perse contro una triangolazione mirabile di perdita di tempo per guadagnare uno scontro frontale favorevole sempre contro lo stesso Kasparov a Niksic nel 1983 ricorda catalogo on-line Valtopina, ma questa é un’ altra storia.