Il ministero delle ultime ombre di Mariangela Cerrino

La Cerrino prende un sasso che non può essere levigato ma pieno di angoli e dalla struttura architettonica caotica e lo scaglia nel lago della creative-writing e che effetto provoca sui lettori del IL MINISTERO DELLE ULTIME OMBRE? Dipende. La moderna psicologia asserisce che la reazione emotiva può essere variopinta come il mondo interiore e la storia personale di chi la manifesta. La risposta è: risonanze. Un’ altra risposta potrebbe essere che i libri sono fatti di altri libri. Un’ altra risposta ancora è quella che fornisce l’autrice stessa come prologo inesplicabile: leggimi e niente sarà più come prima. Avventurandomi in questo labirinto complesso (di che genere stiamo parlando? Giallo, Thriller, Noir, Fantasy o Fantascienza ??? O forse di una sommatoria di tutti i generi citati?) saltano subito all’ occhio alcune risonanze dall opera di re king per esempio (il tema del doppio interno / esterno come nella metà oscura o la famosa novella che ha ispirato il film rear window, in cui la personalità unitaria dell’ individuo si scinde per comporre due antagonisti che hanno in mente solo la soppressione dell’ avversario o alter ego), la stessa novella di Stevenson che parla di scissione con Mr. Hide e ancora prima il Wiliam Wilson di Poe, tutte idee conflittuali dove non è raro incontrare proprio gente che viene descritta con il mestiere di scrittore. E poi la fantascienza, con le famose stringhe parallele tracciate da Evangelisti con il suo Eymerich e ancora Eco e il suo nome della rosa per la contrapposizione proposta tra i due personaggi principali, il cattivo inquisitore Janis orientato a sopprimere non solo il protagonista principale della produzione letteraria del Simon che guida l’auto narrativa con il suo alter ego che vola nel tempo Ademar de Cly. Proprio per questa enorme ricchezza il lettore ha l’impressione nelle prime pagine di perdersi in un gioco di rimandi in cui le poche pagine per descrivere il tutto (anche la meccanica quantistica, soprattutto la fisica delle particelle e dei destini potenziali) sembrano essere troppo poche e prolisse per narrare una storia dentro la storia che deve essere modificata (visto che il romanzo inizia con la fatalità della morte della famiglia di Simon, sopravvissuto per puro caso alla tragedia per una serie di circostanze fortuite che nel finale verranno fortunatamente mutate in perfetto stile Star Trek). Per chi ama la fantascienza e il fantasy e il tecnologico (Bender è davvero un cattivo che non ha nulla da invidiare ad esempio all’ efferato antagonista dell’eroe per esempio della metà oscura, e non a caso un sacco di ordigni esplosivi minacciano di fare grandi danni alla cittadina di Montreax) e tutte le idee sul tempo che si combina in diversi finali possibili implodendo tra passato presente e futuro, il libro c’è, anche perchè le descrizioni e le espressioni letterarie della Cerrino sono efficaci dal punto di vista vettoriale e rappresentano una unicità che non può essere rimandata a nessuno degli autori sopra citati che sembrano avere direttamente o indirettamente ispirato l’intera trama. Insomma se all’ inizio il giovane virgulto lettore si scoraggia perdendosi in idee letterarie che sembrano far parte di un brodino già visto (la contrapposizione tra Bernardo Gui il terribile inquisitore e Guglielmo da Baskerville scienziato della natura figlio di Bacone di echiana memoria parla da sola per esempio, in una delle tanto contrapposizioni proposte), arrivato a metà narrazione, superata indenne una fase forse un pò intrisa di pregiudizi sull’ autrice evocati da libri terzi, il tutto carbura e si combina in maniera autonoma e originale, portando via il lettore e la sua insaziabile curiosità verso un finale a lieto fine dove alla fine anche le passioni amorose vengono valorizzate. Forse siamo lieti che il famoso accelleratore di particelle del CERN scopritore del bosone di Dio, alla fine facendo cilecca, incanali tutta la storia verso un aggiustamento impossibile che minacciava di riempire di ombre definitive la Storia con la S maiuscola. La Cerrino si ama strada facendo, anche Eco alla fine parla di Bacone e rimanda a libri di altri libri e cosi fan tutti e tutte! Valutazione positiva per l’efficacia della prosa, un mix ben riuscito di fumettistica filosofica e classicismo narrativo di ampie vedute! Il Tempo è il protagonista di questa storia, un tichettare flessibile che si può incanalare verso sentieri variabili a seconda delle scelte effettuate. Originale il finale del libro, con le stesse pagine riprodotte pari pari di quelle nefaste iniziali ma con una piccola differenza che determinerà un altro futuro possibile. Quello sano, quello giusto. Voto sette anche per lo spessore della dedica finale. Sito web dell’ autrice: https://www.mariangelacerrino.it/

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