Quando il dialogo sostituisce l’azione, una lezione da Sam Spade!

umbrianoirNel falcone maltese di Dashiel Hammett a un certo punto gli eventi deflagrano e si raggiunge il climax nel caotico succedersi degli avvenimenti quando Sam Spade (che nella trasposizione cinematografica di John Huston diventa Bogart) affonda i denti da vampiro sul collo della vittima sacrificale, una insospettabile donnina elegante e fascinosa che non potrebbe mai commettere omicidi. Qui il dialogo diventa un concentrato di forza pura e si fa traino di portare avanti la storia fino alle sue inevitabili conseguenze. Se analizziamo bene il testo che segue, scopriamo che solo alla fine c’è un solo movimento: quella della carnefice appena messa a nudo (con la logica) che fa un passo indietro istintivamente per proteggersi da accuse apparentemente assurde. Nel falcone maltese il socio di Bogart viene ucciso all’ inizio del romanzo mentre si succedono altri avvenimenti. Archer Miles (il socio) assoldato dalla moglie di un individuo sospetto (Tursby che verrà descritto maldestramente dalla donna-moglie come pessimo attore il che insospettisce il detective), Brigid O’ Shaughnessy, che ne commissiona un pedinamento nel corso del quale il segugio ci lascia le penne. Bogart sente puzza di bruciato lontano un miglio e mette con le spalle al muro la seducente creatura con un linguaggio secco e asciutto tipico del genere hard boiled che non lascia spazio ad ambiguità.

Spade disse:

-Tursby non ha assinato Miles-.

Sul volto della ragazza all’ incredulità si aggiunse lo sbalordimento.

Spade continuò:

-Miles non aveva molto cervello, ma, Cristo! Aveva una esperienza di molti anni per farsi beccare da quel tizio in quel modo assurdo dall’ uomo che stava pedinando. In un vicolo cieco, con il cappotto abbottonato e la pistola ordinata nella fondina? Non è possibile. Era tonto come nessuno può essere, ma non fino a quel punto. Le uniche vie di accesso al vicolo potevano essere sorvegliate da Bush street, al di sopra del tunnel. Tu ci hai detto che il tuo conorte defunto era un pessimo attore. Non può aver attirato Miles in quel modo nel vicolo-.

Fece scorrere la lingua all’ interno delle labbra e sorrise affettuosamente alla ragazza che nel frattemo era diventata cianotica.

-Però ci sarebbe andato volentieri con te tesoro, se fosse stato sicuro che non c’era nessun altro: e se tu lo avessi atteso al varco e gli avessi chiesto di andare in quel vicolo con te, ci sarebbe andato, era abbastanza tonto per desiderare le tue curve da farlo. E tu nel buio potevi stargli vicino quanto volevi prima di conficcargli nel corpo la pallottola con l’arma che avevi rubato a tuo marito.-

Brigid O’ Shaughnessy, si staccò da lui, retrocedendo finchè non fu bloccata dallo spigolo del tavolo. Lo guardò con gli occhi atterriti e il volto stravolto e gridò:

-No! Non dire queste cose Sam! Lo sai che non l’ho fatto, non l’ho fatto! Lo sai…-.

Da notare come Sam scioglie tutta la tensione accumulata nella narrazione precedente con accuse secche e lapidarie che non lasciano scampo. Anche la reazione dell’ assassina in questo senso è esemplare, il dialogo è stato tutto un susseguirsi di spinte e spintoni che hanno portato l’antagonista sull ‘orlo di un baratro da lei costruito. Il dialogo diventa quindi funzionale al susseguirsi della trama, come traccianti sparati nel cielo che indicano la direzione finale da perseguire durante la narrazione. Da notare lo smarrimento dell’ angioletto inchiodato alle sue responsabilità che alla fine non riesce a convincere nemmeno se stessa della sua innocenza.