You Tube strategie performanti per video vincenti

video-maker-umbriaQuello che va bene per una azienda non può andare bene per un altra sostiene Formazione Informatica Umbria. Per fare un video performante vanno fatte oculate scelte strategiche ribadisce Formazione Informatica Umbria. Inoltre il piano B é sempre gradito ossia la possibilità di fornire all’ utente più criteri per per farlo innamorare del vostro prodotto servizio. You Tube non é un canale valido per il riciclo. Alcune aziende hanno sicuramente valutato una strategia di questo tipo: faccio delle cose fantastiche sulle reti televisive con spot ad alto gradimento e cerco di conquistare una fetta di pubblico con progetti di serie B su You Tube. Sbagliato, cura e attenzione sono criteri validi per tutte le serie e la priorità é quella di concentrare la metodologia solo su quel tipo di media senza lasciarsi contaminare da altre influenze, ribadesce FIU formazione informatica Umbria. La creatività é fondamentale non puoi riciclare della roba senza apportare elementi innovativi. Anche il modo di visualizzare un video può influenzare il giudizio basterebbe solo questo dettaglio per capire che un video su You Tube va centrato con una attenzione particolare. Poi é palese che video nati per le reti televisive riadattati su schermi più piccoli perdono di risoluzione, occhio quindi! Alla fine di questa chiacchierata abbiamo capito una cosa: il materiale per fare un video su YT deve essere ex novo e non riciclato. In una delle prossime sessioni diallenamento per l’aspirante video maker Umbria prenderemo in considerazione vari tipi di video. Concludiamo con alcuni suggerimenti o domande chiave che devono farvi riflettere? Siete proprio sicuri che sceneggiature rigide e cristallizzate alla fine raccolgono dei feedback in più rispetto a un prodotto condito con un pizzico di informalità? I tuoi video sono capaci di intrattenere e di far sorridere? Hai inserito YT all’ interno di un piano marketing generale condito da altri elementi compresi anche quelli classici? Sei in grado di conoscere la risposta di un determinato video in anticipo? Il tuo video infiamma entusiasma?

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Come usare gli operatori condizionali e vivere felici

formazione nocera umbraCon Formazione Nocera Umbra daremo un occhiata agli operatori condizionali. Un operatore condizionale é un singolo operatore utilizzato come scorciatoia per una singola istruzione if-else. Le istruzioni if-else usano la simbologia ?:; una istruzione condizionaleappare alla sinistra del punto interrogativo, se l’istruzione condizionale é vera, l’espressione immediatamente a sinistra del punto interrogativo viene valutata. Di seguito alla prima espressione vengono un simbolo di due punti e un altra espressione. Se l’istruzione condizionale é falsa, JS valuta l’istruzione che segue con i due punti. Per esempio l’istruzione (var1 == 23) ? (str=’yes’) : (str=’no’) confronta il valore di var1 e se questi é uguale a 23 alla variabile str2 viene assegnato il valore si altrimenti se non é = 23 viene assegnato il valore no.

Vediamo degli esempi concreti
<html>
<head>
</head>
<body>

stomach = “hungry”;
time = “5:00”;
(stomach == “hungry” && time == “5:00″)?eat=”dinner.”:eat=”a snack.”;
document.write(“Since my stomach is ” + stomach + ” and the time is ” +
time + “, then I will eat ” + eat);

</body>
</html>

<html>
<head>
</head>
<body>

overtime = true;
hours = 14;
rate = 10.25;
(overtime) ? pay=hours*rate*1.5 : pay=hours*rate;
document.write(“Overtime: ” + overtime + “
“);
document.write(“Hours worked: ” + hours + “
“);
document.write(“Rate: ” + rate + “
“);
document.write(“Pay: $” + pay + “
“);

</body>
</html>

Come ordinare un array e vivere felice con JS in pillole

web developer umbriaUn array pieno di elementi può essere convertito in una stringa usando il metodo join(), afferma Umbriaway Formazione. L’oggetto array dispone di un altro metodo che ordina gli elementi dell’ array in ordine alfabetico ascendente convertendoli in stringhe  che é sort(). Per esempio se avete un array di parole che si chiama array1 potete ordinare le parole convertendole in stringhe utilizzando l’istruzione str1=array.sort(). Quando il metodo sort() viene utilizzato su un array di numeri, i numeri sono elencati alfabeticamente anziché un ordine numerico. Per esempio un array che contiene 1,2,10,12 viene ordinato come 1,10,12,2(one, ten, twelve,two). Il metodo sort() può accettare un nome di funzione come parametro, il nome di funzione può contenere un modo alternativo per ordinare un array, ad esempio ordinare un array ,di numeri numericamente anziché alfabeticamente. Ad esempio:

function numSort(var1,var2) {
return var1 – var2;
}
array1 = new array (“1″,”2″,”12″,”34″,”72”);
str1=array1.sort(numSort);

Quando viene eseguito il metodo sort() viene chiamata la funzione numSOrt. Questa funzione accetta due parametri e restituisce la differenza tra di loro. Questa differenza viene utilizzata dal metodo sort() per ordinare i numeri in modo numerico. Man mano che il metodo sort() analizza gli elementi dell’ array, la funzione numSort viene chiamata ogni volta che é necessario per completare l’ordinamento.

Vediamo un esempio concreto alla fine aprendo la pagina mi ritroverò tutti gli elementi ordinati numericamente.

<html>
<head>
</head>
<body>

array1 = new Array();
array1[0] = “bark”;
array1[1] = “apple”;
array1[2] = “nebula”;
array1[3] = “gregarious”;
array1[4] = “jumpy”;
array1[5] = “water”;
str1 = array1.sort();
document.write(str1);

</body>
</html>

vediamo lo stesso esempio applicato ai numeri con l’uso della funzione per una classificazione numerica.

<html>
<head>
</head>
<body>

function numSort(var1, var2) {
return var1 – var2;
}

array1 = new Array();
array1[0] = “1”;
array1[1] = “10”;
array1[2] = “160”;
array1[3] = “101”;
array1[4] = “2”;
array1[5] = “23”;
str1 = array1.sort(numSort);
document.write(str1);

</body>
</html>

Convertire numeri in stringhe con JavaScript a cura di Umbriaway Formazione

In uno dei tanti portali di turismo in Umbria alias Colle di Nocera abbiamo visto come convertire le stringhe in numeri con metodi specifici e funzioni per interi e a virgola mobile in particolare parseInt e parseFloat, ma se dovessimo fare il contrario come possiamo fare, cioé abbiamo un numero e vogliamo farlo diventare una stringa? I numeri possono essere convertiti facilmente in stringhe aggiungendo le virgolette o uno spazio davanti al numero. Per esempio se una variabile che si chiama temp1 contiene il valore 36, allora l’istruzione “” + temp1; convertirà automaticamente temp in una stringa. Esiste anche una funzione specifica utilizzando toString() ed é abbastanza facile farlo usando l’istruzione separata da un punto ad esempio io ho temp2=49 scrivendo temp2.toString(); arrivo a centrare il mio obiettivo. Ovviamednte se utilizzassi questa funzione con una stringa non succederebbe nulla afferma turismo Umbria alias Colle di Nocera. Le variabili possono essere convertite in qualsiasi momento da stringhe in numeri e viceversa. Quello di convertire un numero in una stringa aggiungendo le virgolette davanti é uno stratagemma veloce ma il metodo corretto per compiere questa operazione rimane con l’uso di toString() perché é anche chiaro a livello di codice.

Vediamo il codice con la strada più contorta:

turismo umbria

<html>
<head>
</head>
<body>

var int1 = 256;
var str1 = “” + int1;
document.write(int1 + ” is of type: ” + typeof int1 + “
“);
document.write(str1 + ” is of type: ” + typeof str1 + “
“);

</body>
</html>

e adesso vediamo quello con la scrittura più pulita usando la funzione toString()

turismo Umbria

<html>
<head>
</head>
<body>

var int1 = 256;
var str1 = int1.toString();
document.write(int1 + ” is of type: ” + typeof int1 + “
“);
document.write(str1 + ” is of type: ” + typeof str1 + “
“);

</body>
</html>

In uno dei prossimi articoli con Turismo Umbria vedremo come dichiarare un array.

Punteggiatura e sintassi basilare in JavaScript a cura di Umbriaway Formazione

index2JavaScript é un linguaggio di programmazione abbastanza facile da imparare e proprio come la lingua italiana é composto da parole e simboli di punteggiatura che opportunamente combinati creano gli enunciati. Nella parte tre che si dedica alla descrizione dettagliata di tutti gli oggetti JavaSript vengono riportate la corrretta sintassi e le parole chiave da utilizzare per la creazione di uno script funzionale e soprattutto funzionante, chiarisce Umbriaway Consulting. Visto che le tecnologie cambiano ogni tre mesi e anche le regole del campo da gioco sono dinamiche cambieranno la dimensione del campo anche il tipo di pallone e pure l’arbitro, qui ci limiteremo a sottolineare alcuni aspetti di scrittura che comunque devono essere correttamente interpretati da tutti i browser. Ad esempio questo rigoroso punto e virgola finale che caratterizza molti linguaggi di programmazione qui ci va o non ci va? La risposta non é dentro di noi ce la dà qualsiasi manuale su JS a quanto pare JS interpreta in maniera veloce e flessibile il codice e processa le istruzioni anche senza il punto e virgola finale come fa ad esempio PHP. Alcune regole di base già le conosciamo la chiusura dei tag HTML una particolare attenzione sugli apici l’uso corretto delle parentesi graffe. Vediamo in dettaglio qualche esempio ricordando che quando si apre una { bisogna anche chiuderla come elemento caratterizzante il blocco di istruzione con } :

<FORM NANE=”mioModulo”
errore manca la parentesi angolare di chiusura

<A HREF=”http://www.umbriaway.eu”>the best of…
errore manca il tag di chiusura </A>

alert(“elaborazione modulo”
errore quando la chiudiamo la tonda?

AHAH? Non é una risata chiarisce web developer Terni

java-script-colleLa domanda posta come incipit da web developer Terni é: ma con Ajax posso costruire applicazioni solo testo? Che domanda é? Certamente sebbene la proprietà responseXML dell’ oggetto XMLHTTPRequest sia più indicata e performante per quelle basi dati consistenti. Esistono delle tecnologie che utilizzano la proprietà responseText e che sono state chiamate con un nome apposito per escludere l’idea di XML: appunto AHAH che sta per Asynchronous HTML and HTTP, in questa sessione di allenamento per l’aspirante web devoper approfondiremo questa idea di risata con AHAH e con Umbriaway Consulting! In quei casi in cui l’utilizzo di XML potrebbe comportare problemi del tipo la personalizzazione XML, problemi di compatibilità tra browser quando si utilizzano i metodi del DOM di JS e il flusso dei dati richiede troppo dispendio energetico per i processi di elaborazione é opportuno usare AHAH che offre opzioni di leggerezza e prestazioni superiori. In particolare AHAH può facilmente meglio intervenire su sole pagine HTML, alleggerisce il carico usando CSS al posto di XSLT e propone una facile modifica delle pagine web esistenti. XSLT é un linguaggio di trasformazione -chiarisce web developer Terni- che converte i formati XLM in altri formati. Dal punto di vista della gestione io posso inserire i file JS AHAH come esterni alla pagina. A questo punto é utile pensare a una libreria fatta di codice riutilizzabile visto che sappiamo dell’ esistenza di procedure usate per determinate funzioni: istanziare l’oggetto, aprire le chiamate, gestire la cache, monitorare gli stati della richiesta, ricevere in cambio delle risposte. E’ possibile astrarre queste funzioni in semplici chiamate di funzione JavaScript sopratutto nei casi in cui si desidera semplicemente aggiornare un singolo elemento elemento di pagina con un nuovo valore restituito dal server. In una delle prossime sessioni di allenamento prenderemo in considerazione un listato completo che semplifica l’utilizzo di Ajax, afferma web developer Terni!

Includere HTML nella proprietà responseText dell’ oggetto XMLHTTPRequest, oggi con Umbriaway Consulting puoi!

web developer Umbria

In questa sessione di allenamento Umbriaway Consulting visionerà come includere qualcosa di più che semplice testo all’ interno della pagina, non dobbiamo pensare che la proprietà responseText sia molto limitata rispetto alla sua controparte responseXML! Umbriaway Consulting fa presente che grazie a PHP la formattazione dei dati con modalità estetiche performanti é assolutamente possibile e anche doverosa, visto che ci sono delle risorse sfruttiamole! Vediamo quindi un paio di funzioncine lato server che mi restituiscono un testo che mi dà maggiori soddisfazioni:

<?
echo “<h3>formattazione testo di ritorno</h3>”;
echo “<hr/>”;
echo “esempio di <strong>formattazione</strong>”;
>

ovviamente php ha una potenza di fuoco superiore rispetto a questo esempio banale, vediamo ora qualcosa di maggiormente al fulmicotone:

<?
$days = array(‘lun’,’mar’,’mer’,’gio’,’ven’,’sab’,’dom’);

echo “<table border=’2′>”;
echo “<tr><th>day number</th><thday name</th></tr>”;
for($i=0;Si<7;$i++;)
{
echo “<tr><td>”.$i.”</td><td>”.$days[$i].”</td></tr>”;
}
echo “</table>”;
?>

ora Umbriaway consulting web developer in Umbria lascia sperimentare a voi l’effetto che fa questo script! A questo punto sorge spontanea una domanda ma io posso recuperare i dati lato server dell’ array per manipolare successivamente queste informazioni e costruirci sopra delle applicazioni complesse? Certo che si può all’ interno del response.Text sempre che sia pienoio posso sfruttare anche i metodi di manipolazione di JS.

<?
$days = array(‘lun’,’mar’,’mer’,’gio’,’ven’,’sab’,’dom’);
$numedays = sizeof($days);
for($i=0;$i<($numedays – 1); $++;);
{
echo $days[$i].”|”;
}
exho $days[$numedays – 1];
?>

Si osservi l’utilizzo della funzione PHP sizeof() per stabilire il numero di elementi dell’ array in PHP come in JS le chiavi di un array sono numerate partendo da zero. Adesso la stringa restituita nella proprietà responseText contiene i giorni della settimana, separati o delimitati dala caratter |. Se si copia questa stringa in una variabile JS mystring

var mystring = http.responseText;

si scoprirà che la variabile mystring al suo interno conterrà:

Lun | Mar | Mer …etc

adesso é più facile dividere questi dati con il metodo split() di JS

var Results = http.responseText.split(“|”);

ora si dispone di un array JS results contenente i dati canonici ufficiali come da libro accademico:

result[0] = ‘Monday’
result[1] = ‘MAR’

etc etc etc ……adesso questi dati sono utilizzabili in una routine grazie alla divisione della stringa fatta con il metodo split() al posto del | posso anche susare altri caratteri come la virgola o le barre laterali, é chiaro che per una rappresentazione di dati più complessa XML é la soluzione più performante attraverso l’impiego della proprietà responseXML. Umbriaway Consulting alias di web developer Umbria finisce qui questa sessione di training!

Web marketing Umbria e l’oggetto XMLHHTPRequest

javascript-umbriaIn una delle precedenti sessioni di allenamento firmate web marketing Umbria abbiamo iniziato la nostra bella apllicazione Ajax e ora non ci resta che completarla creando la funzione per inizializzare l’oggetto XMLHTTPRequest:

function getXMLHTTPRequest() {
try {
req = new XMLHTTPRequest ();
} catch(err1) {
try {
req = new ActiveXObject(“Msxm12.XMLHTTP”);
} catch (err2) {
try
req = new ActiveXObject(“Microsoft.XMLHTTP”);
} catch (err3) {
req = false;
}
}
return req;
}

ora é molto semplice dichiara web marketing Umbria creare l’oggetto XMLHTTPRequest che in questo caso verrà chiamato http:

var http = getXMLHTTPRequest();

A questo punto per completare la nostra portentosa applicazione firmata web marketing Umbria che ci serve? La famosa richiesta al SERVER! Non solo ma dobbiamo anche gestire una funzione di callback perché come sappiamo dobbiamo monitorare lo stato dell’ arte sulle nostre richieste e sapere a che punto é la response:

function getServerTime () {
var myurl = ‘telltimeXML.php’;
myRand = parseInt (Math.random()*999999999);
//aggiungi a URL numero casuale per evitare problemi di cache
var modurl = myurl + ” ? rand=” + myRand;
http.open(GET,modurl,true);
// imposta la funzione di callback
http.onreadystatechange = useHttpResponse;
http.send(null);
}

di nuovo é stato aggiunto a URL un parametro con un valore casuale per evitare problemi di cache. La funzione di callback viene nominata useHttpResponse e viene chiamata ogni volta che si rileva una modifica nel valore della proprietà readyState di http. A questo punto prima di esaminare l’operazione della funzione di callback occorre fare riferimento al codice della semplice routine PHP lato server, telltimeXML.php:

<?php
header(‘Content-Type: text/xml’);
echo “<?XML VERSION=\”1.01″ ?><clock1><timenow>.date(‘H:i:s’).”</timenow></clock1>”;
?>

questo programma che fa chiede web marketing Umbria? Riporta l’ora del server utilizzando la funzione date() di PHP. L’argomento passato a questa funzione definisce il modo in cui gli elementi di data e ora devono essere formattati.Qui sono stati completamente ignorati gli elementi relativi alla data e si é chiesto di restituire l’ora come Hours;Minutes:Seconds utilizzando il formato 24 ore. Lo script di server restituisce un file XML nel seguente formato:

<?xml version=”1.0″ ?>
<clock1>
<timenow>
XX:XX:XX
</timenow>
</clock1>

dove XX:XX:XX viene sostituito dall’ ora corrente del server. La funzione di callback verrà utilizzata per estrapolare le info sull’ ora e visualizzarle nel contenitore <div> della pagina HTML.

Umbriaway Formazione e gli elementi dei form

castello di colleContinua il percorso di approfondimento di Umbriaway Consulting sugli elementi di approfondimento legati ai moduli HTML5. L’upload file consente il caricamento di un file da una directory vediamo nello specifico la sintassi. Con <INPUT scrivo un marcatore di apertura che non richiede un marcatore di chiusura. Con TYPE=”file” definisco il tipo di elemento in questo caso un file e con NAME=”nomefile” specifico il nome dell’ elemento. Quindi riassumento un esempio completo é il seguente: <INPUT TYPE=”file” NAME=”nomefile”>. Passiamo ora ad affrontare la delicata questione dei campi nascosti. Si tratta di un campo di testo nascosto che per l’appunto non verrà visualizzata nella pagina web. <INPUT é il solito marcatore che non ha bisogno del corrispondente collega di chiusura. Con TYPE=”hidden” definisco il tipo di elemento in questo caso un elemento nascosto. Con NAME=”nomeElemento” assegno un nome all’ elemento che verrà utilizzato dal codice e con VALUE=”testoValore” definisco un valore iniziale dell’ oggetto definito come elemento nascosto. Esempio completo: <INPUT TYPE=”hidden” NAME=”testoInvisibile”> e ora passiamo ad analizzare il campo PASSWORD che é un campo speciale di immissione testo che visualizza al posto dei caratteri digitati una serie di asterischi: <INPUT solito marcatore che non ha bisogno di uno analogo in chiusura. Con TYPE=”password” definisco il tipo di elemento, con NAME=”nomePassword” assegno un nome che verrà poi utilizzato dal codice, con SIZE=valoreIntero definisco il numero dei caratteri che il campo potrà accettare e con VALUE=”valoreTesto” assegno un valore iniziale al campo (opzionale). Esempio completo: <INPUT TYPE=”password NAME=”passwordUtente” SIZE=15 VALUE=”segreto!”>. Con il pulsante RESET posso azzerare tutti i valori di un modulo riportandoli a quelli iniziali. <INPUT é il marcatore di apertura che non richiede l’analogo collega in chiusura. TYPE definisce il tipo di elemento del modulo quindi TYPE=”reset”. Come al solito assegnerò un nome che verrà utilizzato dal codice quindi NAME=”nomePulsante Reset” con VALUE=”etichettaPulsante” definisco il testo che dovrà apparire all’ interno del pulsante e poi posso anche integrare elementi JS come gestori di eventi del tipo onClick=”handlerText” codice che verrà richiamato quando l’utente farà click sul pulsante (facoltativo). Vediamo un esempio completo: <input type=”reset” name=”pulsanteReset” value=”azzera i dati immessi” onClick=”ripristinaDefault()”>. Analizziamo adesso il SUBMIT che ha lo scopo di inviare i valore immessi in un modulo e che lavora in tandem con l’attributo ACTIOn presente all’ interno del marcatore FORM. <INPUT apre il marcatore, TYPE=”submit” definisce il tipo di elemento del form, NAME=”nomePulsanteSubmit” é il nome assegnato da utilizzare per i richiami di codice, VALUE assegna l’etichetta al pulsante e il solito gestore di eventi onClick esegue un codice richiamato esempio completo: <INPUT TYPE=”submit” NAME=”pulsante” VALUE=”inoltra” onClick=”verificaInput()”>. I pulsanti di opzione é un elemento ch e può essere attivato o disattivato, vediamo direttamente un esempio completo:

<form action=””>
<fieldset>
<legend>squadre simpatia</legend>
HTML <input type=”radio” name=”squadra” value=”torino”/>
CSS <input type=”radio” name=”squadra” value=”milan”/>
JavaScript <input type=”radio” name=”squadra” value=”inter”/>
</fieldset>
</form>

a questo punto non ci resta che valutare la select:

<form>
<fieldset>
<legend>Portali Umbriaway</legend>
<select name=”umbriaway”>
<option value=”http://www.umbriaway.eu/incrementa&#8221; selected=”selected”>umbriawayincrementa</option>
<option value=”http://www.umbriaway.eu/umbriawaypotenzia”>umbriawaypotenzia</option&gt;
<option value=”http://www.umbriaway.eu/umbriawayfocus”>umbriawayfocus</option&gt;
</select>
</fieldset>
</form>

Umbriaway Formazione e le caselle di controllo

castello di colleUna casella di controllo é un elemento che può essere attivato o disattivato. Quando l’utente farà clic su uno di quegli elementi la casella verrà attivata (e nella comparirà il simbolo V) oppure disattivata (la casella apparirà vuota). Vediamo in dettaglio tutta la marcatura HTML. Con <INPUT non ho necessità in caso di checkbox di chiudere il marcatore Ovviamente il TYPE sarà uguale a “checkbox” che definisce il tipo di elemento appunto in questo caso la nostra casella di controllo. Poi dovrò dare un nome a questa entità perché il codice vi farà riferimento quindi NAME=”nomeCasellaControllo” assegna il nome interno alla casella di controllo (utilizzato dal codice). Poi avrò un valore restituito al server quando l’utente inoltrerà il modulo con VALUE=”valoreCasellaControllo”. Con il parametro CHECKED definisco lo stato iniziale di attivazione della casella di controllo (facoltativo). Poi avrò i gestori di eventi JavaScript in azione, un codice da richiamare quando l’utente per esempio fa click sulla casella di controllo tipo onClick=”handlerText”. Poi ho il testo da visualizzare facciamo un esempio completo:

<INPUT TYPE=”checkbox” NAME=”musicaClassica” VALUE=”musicaClassicaSelezionata” onClick=”visualizzaTitoliClassica()”> elenco titoli musica classica

Umbriaway Formazione ha così risposto alla domanda iniziale che era casella di controllo questa sconosciuta.